La caldaia ad acqua trae origine dall’invenzione di due statunitensi, Babcock e Wilkox, che produssero una caldaia innovativa, rispetto alla “vecchia” Cornovaglia: la caldaia “non esplodente”, nella quale, all’interno delle serpentine metalliche, non circolavano i fumi prodotti dalla combustione del carbone, bensì dell’acqua vaporizzata.
In questo tipo di caldaia si poterono impiegare tubi più piccoli e contorti, tanto che si poterono costruire delle caldaie più piccole, il cui sviluppo di calore era pari a quello delle caldaie tradizionali.
Poichè in queste caldaie l’acqua è presente in minore quantità, ne deriva che impiega meno tempo per scaldarsi.
L’evoluzione delle caldaie è però legato anche ai combustibili utilizzati. Si è passati dal legno al carbone, fino ad arrivare ai combustibili liquidi o gassosi.